La Thuile, la meta turistica di origini celtiche

La Thuile

La Thuile è una delle mete sciistiche più ambite al mondo. Situata al confine tra la Valle d’Aosta e la Francia, ha una storia secolare dietro che la rende anche un paese ricco di reperti.
Scopriamo quali sono le sue peculiarità.

La storia del nome

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La Thuile ha un nome dall’origine dubbia. Molti credono che derivi dal francese Tuile, che siginifica tegola. Vi è, però, un’altra versione che vorrebbe l’origine del toponimo come storpiatura del cognomen latino Tullius. 
Quel che è certo è che la città ha origini antiche di epoca romana. Originariamente si chiamava Arionica, appellativo che sembra essere di origine celtica. Il termine è composto da due parole, “ar” che vuol dire altura e “lica” che significa luce, quindi “luce sul monte“. In seguito all’annessione al regno dei franchi, nel 575, assunse il nome di La Thulia. L’attuale denominazione arrivò nel 1760. Durante il periodo fascista fu momentaneamente sostituito con Porta Littoria.

Evoluzione economica

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La Thuile, fino agli anni venti del novecento era una cittadina dedita alle attività montane come allevamento e agricoltura. A partire dalla fine degli anni venti divenne un florido centro minerario, subendo anche un incremento demografico importante. I suoi abitanti raggiunsero, infatti le 1.400 unità. Nel 1966 le miniere cessarono le loro attività, ma lo sviluppò non si fermò. Fu, infatti negli anni settanta che il paese iniziò a diventare una popolare meta turistica.
Va detto che, già 22 anni prima, nel 1948, era stata inaugurata la prima seggiovia.

Piccolo San Bernardo: attualità

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E’ il valico che unisce La Thuile alla Francia. Meglio sarebbe dire, univa. La strada del Colle del Piccolo San Bernardo da ottobre ad aprile è, infatti, sommersa di neve. Questo fa sì che il “ponte” tra l’Italia e la Francia svanisca. Sia gli abitanti del paese, sia gli stessi “cugini d’Oltralpe” si battono da tempo affinchè venga creato un collegamento permanente turistico, vietato al transito dei Tir. Questa strada porterebbe maggiori benefici turistici, ma aiuterebbe anche in caso di emergenza dovute a frane o maltempo.
Il progetto, però, non ha mai trovato l’appoggio della Regione Valle d’Aosta.

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Piccolo San Bernardo: storia

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Presso il Colle del Piccolo San Bernardo è presente un complesso megalitico, detto Cromlech. Anticamente erano luoghi di culto appartenenti alla civiltà celtica. Quello presente in questa zona ha origini preistoriche e fu eretto dagli antenati dei Valdostani, i Salassi, popolazione di origini, lingua e cultura celtica. Esistono, però, resti di un piccolo tempio gallico posteriori al Cromlech, che fanno pensare che la zona circostante il Piccolo San Bernardo sia sta per secoli luogo di culto di queste civiltà.
Le pietre pervenuteci sono 46, allungate e appuntite, disposte a una distanza dai 2 ai 4 metri una dall’altra, a formare una circonferenza di 80 metri di diametro.

La leggenda delle donne a due teste

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L’avvocato Laurent Martinet, noto politico dell’800 era nato a La Thuile ed è autore di alcuni scritti sulle leggende della sua città natale. Tra queste cvi è quella di Maria Berger. Cosa aveva di speciale questa fanciulla? Semplice, aveva due teste! Si noti bene che, le due teste, erano completamente autonome l’una dall’altra e vivevano in perfetta armonia tra loro. Inoltre, erano in grado di cantare, armoniosamente, stupende melodie. Maria Berger visse sempre a La Thuile perchè aveva paura che se fosse uscita dalla sua comunità, sarebbe stata oggetto di persecuzione. La ragazza morì a 25 anni a causa di una cancrena. Un anno prima, infatti, una delle sue teste cessò di vivere e la sua putrefazione finì per intaccare tutto il corpo della giovane. Come scrive Marinet: “le due teste erano ancora attaccate allo stesso busto quando scesero nella tomba. Si possono facilmente immaginare quali poterono essere le sofferenze della testa che sopravvisse alla sua compagna.”

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