Crimea: la Valle dei Fantasmi, luogo di mistero

Valle dei fantasmi

La Valle dei fantasmi è una valle situata in Crimea presso la catena montuosa dei monti  Demerdzhi meridionali, vicino la città di Alustra. La sua particolarità è data dalla particolare conformazione delle sue rocce.

Rocce “umane”

Questa parte di territorio è composta da più di cento rocce le cui conformazioni danno luogo a immagini tra le più strane. Si va dai volti umani, alle piramidi, fino agli animali. Si tratta di una sorta di monumento naturale di importanza nazionale. Queste strane rocce si sono formate più di 130 milioni di anni fa.
Tra le “immagini” che si possono ammirare vi è la “Catherine Head”, chiamata così in onore di Caterina La Grande. Si tratta di un’enorme roccia, visibile già dalla strada, che raffigura il viso serio di una donna.
Uno dei pilastri della montagna è il “Gigante“, un’enorme massa di cinque metri di diametro e 25 metri di altezza.

Spiegazione del fenomeno

Il tipo di fenomeno che si vive in questa valle è chiamato “Brocken Spectre“. La denominazione viene dal Monte Brocken, in Germania. Anche qui, infatti, si verificano visioni inquietanti. Oltre alle conformazioni delle rocce, concorrono altri fattori, come la nebbia, capace di giocare inquietanti effetti ottici. Non a caso, prima di assumere l’attuale denominazione, era chiamata Funa, ovvero “fumante”, proprio a causa della frequente nebbia.
La conformazione delle rocce, invece, è data da secoli di erosione in particolare nel periodo che va dall’aprile 1894 ed agosto 1966.

Stone Mushrooms

E’ uno dei fenomeni su cui gli scienziati non trovano ancora una spiegazione. Si tratta di enormi funghi di pietra creati dalla natura. L’unica cosa certa è che hanno fatto la loro apparizione dopo l’era glaciale. La prima ipotesi era che fosse un risultato dato dalla fusione dei ghiacci. Il fenomeno, però, non è mai sparito, perchè, ad oggi, continuano ad apparire sempre più numerosi.

LEGGI ANCHE:   Lago di Tovel: curiosità e leggende del bacino

Luogo cinematografico

Nella Valle dei fantasmi è stato girato anche un film. Si tratta di “Kidnapping: Caucasian style” (conosciuto in Italia come “Una vergine da rubare”) con l’attore russo Jurij Vladimirovič Nikulin. Una scena, in cui la protagonista, Natalia Varlej, intona una canzone, è stata girata su una roccia della valle alta circa due metri. 
In questa Valle vi è anche l’albero da cui Nikulin cadde, spezzando un ramo e rompendosi un braccio.
Anche nel film “Hearth of three” tratto dalla novella di Jack London, vi è una scena girata qui. Vi sono, infatti, alcune inquadrature girate nelle rovine del Castello di Funa. Quest’ultimo è una costruzione risalente al XIII-CV secolo, ex avamposto del Principato di Teodoro. 

Leggende

Vi sono molte leggende affascinanti sull’origine delle strane rocce del monte Demerdzhi .
Una di queste è una storia di conquista e sacrificio.
Si racconta di come la Crimea fu conquistata da un gruppo di nomadi. Il fabbro, incaricato di costruire le armi per continuare ad assoggettare gli abitanti del posto, istituì la sua officina proprio sulla montagna. Tutti gli uomini più forti del villaggio erano costretti a lavorare nella fucina. Quando la gente del villaggio provò a ribellarsi andando a parlare con il fabbro, questi li uccise tutti in un terribile incendio.
A questo punto, una giovane, di nome Maria, decise di andare da sola dal fabbro. Quest’ultimo rifiutò l’ennesima supplica e cercò di abusare della ragazza. Questa, lottando, tentò di buttare l’uomo nel forno, ma lui la pugnalò, uccidendola.
A questo punto, la montagna si ribellò, inghiottendo il fabbro e i suoi uomini in un terribile incendio, mentre i prigionieri dell’officina furono portati via dal vento nelle loro case.
Quando le fiamme si placarono sul monte apparirono statue di pietra di mostri sconosciuti (il fabbro e i suoi uomini), mentre, sul punto più alto del monte, c’era una roccia assomigliante a Maria, l’ultima vittima del fabbro.
Le persone che conoscevano la storia hanno dato alla montagna un nuovo nome, Demerdzhi, che significa “fabbro”.

Leave a Response